Tutta colpa dei gabbiani

Sei seduto sulla spiaggia in riva al mare e mentre guardi il cielo osservi i gabbiani danzare nell’aria; poi un giorno, spicchi il volo anche tu e con un senso di meraviglia e paura ti accorgi che tutto ciò su cui hai sempre contato potrebbe crollare da un momento all’altro. Spetta a te mantenere l’equilibrio.

Quando la tua testa funziona, forse fin troppo, e ti poni un sacco di domande, capita di inciampare in pensieri scomodi. Cose a cui non vorresti pensare o semplicemente non vorresti esistessero.

Tutto ciò succede quando ti fermi: finché sei in caduta libera, finché ti lasci trasportare dagli eventi e li assapori in pieno, va tutto bene. Quando poi ti fermi a ragionare ti rendi conto che le cose potevano anche andare diversamente e prendere una piega completamente diversa. E non si tratta di vivere con il senno di poi, è solo che certe cose sarebbe bene metterle in conto prima, giusto per evitare di starci male poi.

Ci pensate mai al fatto che le nostre azioni potrebbero ferire le persone a noi più care? Allora ti metti lì, ragioni e cerchi di dare un senso a tutto, cerchi una soluzione al problema, ma non sempre è facile o fattibile. Vanno bene i compromessi, ma non si può vivere solo di quelli.

E allora pensi, che sia il caso di darsi dei limiti?

La verità è che bisogna imparare a rispettare e rispettarsi, è solo questione di buon senso.

A volte l’equilibrio viene a mancare, questo è certo, l’importante è saperlo ripristinare cercando di muoversi nel modo migliore.

Un po’ come i gabbiani, che dopo il quarto anno d’età sono costretti ad abbandonare la colonia natale e trovarsi un nuovo gruppo con cui spiccare nuovamente il volo.

2 commenti su “Tutta colpa dei gabbiani

  1. Si vive sempre sull’orlo di un precipizio e per capire che strada percorrere ci si deve solo buttare, puoi scegliere solo l’altezza dalla quale buttarti, più è alta più aumentano i rischi però ti dà anche il tempo di correggere la direzione. Vivere programmando ogni attimo non ha senso, non tutto si può calcolare e se qualcuno ci riesce, bravo…ma perde il sapore della vita fatto dal rischio l’incertezza la paura le emozioni.
    Ogni scelta certo deve essere fatta nel pieno rispetto degli altri e di se stessi, bisognerebbe evitare di far soffrire gli altri a meno che non sia strettamente necessario, a volte una decisione bisogna prenderla egoisticamente, prima di star bene con gli altri bisogna stare bene con se stessi, la priorità è la felicità personale, si parte da questo e tutto il resto viene da sè.
    Continuare a guardare quel precipizio , farsi trasportare dagli eventi, restare immobili a pensare alla lunga ti logora dentro perchè continui a pensare a quello che poteva essere e non a quello che potrà succedere.
    Gli uccelli in questo sono maestri, dopo il primo mese di vita escono fuori dal nido, certo c’è chi impara subito a volare, c’è chi riesce ad atterrare senza farsi male e c’è chi ci sbatte il muso a terra, però si rialzano e ci riprovano finchè non sono autonomi e si creano la propria colonia.

    1. Grazie per le tue parole, Mara. È interessante trovare qualcuno con cui confrontarsi. Personalmente, credo di essere quel tipo di persona che percorre il sentiero per poter arrivare alla fine. E come ogni sentiero, ci sono tratti più pericolosi di altri. Serve tanta concentrazione per non rischiare di cadere! Ma sappiamo bene che ogni evento è accompagnato anche da tantissime variabili. Mettici la stanchezza, la curiosità di sbirciare di sotto, il bisogno di fermarsi, ogni tanto… È un attimo trovare un sassolino, scivolare e cadere. È proprio questione di attimi.. E ogni caduta ha il suo insegnamento da darci, l’importante è sapersi sempre rialzare.

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