Pensieri di una notte d’estate

Mi trovo a fissare il foglio bianco, come quando a scuola durante i compiti in classe, dovevo sviluppare un tema libero.

In realtà so benissimo di cosa vorrei parlare, ma a volte, i pensieri sono cosi incasinati che è difficile dargli una forma.

Vorrei parlare di quel particolare momento in cui le persone si stancano; e non parlo di stanchezza fisica.

Abbiamo tutti quell’amico o quella persona che c’è sempre, qualsiasi cosa accada, e a volte siamo noi stessi ad impersonare quella figura. Ci hai fatto caso che quando sei sempre disponibile, le persone paiono dare per scontate le tue attenzioni? Si abituano a quello che è il tuo naturale modo di essere, non rendendosi conto che, probabilmente, tirano troppo la corda.

Ma intendiamoci, se ti rispecchi in questo modo di essere, sai benissimo che non puoi farne a meno; perché ti fa stare bene fare del bene.

Però succede che ci si stanca. Ci si stanca quando vorresti lo stesso trattamento e invece devi farne a meno. Ci si stanca di correre dietro alle persone, di esserci sempre per tutti.

Le tue braccia e la tua mente sono sempre pronte ad accogliere le debolezze altrui, ma se sfruttate per troppo tempo perdono di potenza. A volte vorresti solo lasciarti andare ed essere preso tra le braccia di qualcuno ed essere cullato, altre volte vorresti sparire dove nessuno potrebbe rovinare la tua quiete.

Succede che ti stanchi di tenere sempre tutto sotto controllo, di dover sempre dare degli indizi, dei suggerimenti. Ti stanchi di dover essere sempre quella persona che dà la spinta, quella che, senza di essa si concluderebbe poco o niente.

E quando succede, chi ti sta intorno nemmeno se ne accorge, o ancora peggio ti accusa di assenza.

E allora cosa fai? Stacchi un momento, riordini la mente e ti rialzi. Perché alla fine dei conti tu sei fatta anche così. Non ce la fai a lasciare che le cose vadano da sole, senti sempre il bisogno, l’impulso di metterci mano e di fare la tua parte.

E questo impulso nasce dal bisogno di vedere le cose gestite nell’unico modo che conosci: Esserci. Veramente.

2 commenti su “Pensieri di una notte d’estate

  1. Mi è capitato di sentir dire: tutti sono utili nessuno è indispensabile. Credo di capire a cosa tu ti riferisca, ma quando quella sensazione ha colpito me mi sono chiesto se io fossi veramente necessario o se, semplicemente, mi piacesse pensarlo….dopotutto scopri che le cose con o senza di te vanno avanti….forse non nella direzione che volevi o che pensavi ma vanno avanti…a quel punto scopri che “volevi aiutare”, “essere utile” perché ne hai passate tante e hai imparato come affrontare certe cose e a venirne fuori e siccome in quei momenti avresti voluto avere qualcuno al tuo fianco, vuoi semplificare la vita a qualcun altro, oppure hai avuto qualcuno al tuo fianco in quei momenti e ora vuoi restituire il favore al cosmo…non si cambia da questo “status”….si impara solo a soffrire un po’ meno quando tendi la mano e al posto di afferrartela ti ci appoggiano sopra il loro orgoglio. Si, credo fosse questo che volevo dire.

    1. Ehi super poliziotto! Facciamo i furbi?? 😉 Beh.. Sicuramente il tuo pensiero è un modo diverso di vedere la cosa, ma fondamentalmente sì, il succo è quello. Certo, si impara a soffrire un po’ meno, ma capita a tutti di dimenticare quello che si è imparato… Ogni tanto bisogna fare un ripassino!

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