Sei disposto a giocare?

Esporre i propri sentimenti, le proprie emozioni, le proprie paure, non è mai cosa semplice; ma è l’unico modo per mostrarsi interamente con le persone a noi più care. E soprattutto è molto rischioso, perché nel momento in cui ci esponiamo completamente, diventiamo vulnerabili.

E quando si scrive qualcosa, nero su bianco, non si può cancellare… e in ogni caso, rimarrebbe il solco.

Le parole, si sa, fanno bene o fanno male e innescano sempre reazioni a catena.

Per quel che mi riguarda, faccio parte di quel gruppo di persone disposte a rischiare. Apprezzo la sincerità anche se a volte può fare male. Bisogna solo saper prendere le giuste precauzioni e soprattutto essere in grado di incassare i colpi.

Quando ci esponiamo completamente, lo facciamo perché siamo convinti di avere di fronte qualcuno disposto ad ascoltarci. Spesso però, il nostro giudizio viene offuscato dai sentimenti; abbiamo una percezione alterata della reale personalità del nostro interlocutore. A volte lo sottovalutiamo, altre invece, lo sovrastimiamo e rimaniamo scottati.

Perché è inutile fingere di poter conoscere fino in fondo chiunque.

E quindi, esiste una possibilità su dieci che le persone con cui parliamo approfittino delle nostre debolezze per trarne vantaggio. E penso che sia inevitabile. È successo, succede, e succederà. Sempre!

Perché siamo esseri umani, siamo esseri dotati di cervello e soprattutto cuore, e quest’ultimo, spesso, prende il sopravvento.

Con questo non voglio dire di diventare degli automi diffidenti, anzi.

Continuiamo ad essere umani, ad essere noi stessi. Mettiamoci sempre in gioco, perché ne vale sempre la pena. A volte si vince, a volte si perde. Altre volte si pareggia, e gli spareggi senza regole possono durare un’eternità.

Avremo sempre qualcuno dalla nostra parte, pronto a coprirci le spalle. In una squadra i ruoli cambiano, i giocatori stessi cambiano. Ma una squadra, la nostra squadra, esisterà sempre!

Quindi mettetevi in pace, preparatevi al meglio e fate la vostra partita. Male che vada, avrete giocato male. Pazienza! Rialzatevi e continuate a giocare. Per chi crede in voi, ma soprattutto per voi stessi.

4 commenti su “Sei disposto a giocare?

  1. Essere se stessi è molto importante ma personalmente credo alquanto difficile.. Nel senso che molte volte pensiamo di essere “noi stessi” invece siamo il risultato di abitudini e di pensieri iniettati dal mondo che ci circonda ed esperienze passate. Trovare se stessi e riconoscersi è sicuramente il primo passo, sentirsi a proprio agio e quindi non aver timore di “esporsi”, un meraviglioso risultato di una grossa consapevolezza interiore. Credo che chi ci ami incondizionatamente, non abbia il minimo interesse del giudizio, che ci comprenda realmente, o meno. Complimenti, bel pensiero introspettivo.

    1. Grazie per il tuo pensiero, Aleandro. Sono d’accordo con te, capire chi siamo veramente è molto difficile. Ma non è forse vero che siamo il frutto delle nostre esperienze? Da quando nasciamo, e per tutta la vita ci accadono cose. È il modo in cui reagiamo ad esse, a definire chi siamo. A volte siamo più lucidi, altre no. A volte siamo così concentrati che perdiamo di vista l’obbiettivo. Capita anche di accorgersi di aver sbagliato strada, e quindi di dover abbassare la testa e chiedere aiuto. Dobbiamo davvero smetterla di nasconderci dietro false maschere, dietro l’illusione che hanno gli altri di noi. E soprattutto, bisogna avere il coraggio di guardarsi dentro.

  2. Oh, bellissime parole, grande Claudia, mettiamoci in gioco ma sì facciamolo, poche però le persone capaci di apprezzarti e disposte ad ascoltarti, ti rimangono vicini quei pochi intimi con cui puoi veramente condividere ogni singola emozione senza paura di essere giudicati e che riescono a venirti in aiuto in quei momenti dove vedi solo buio.
    Io alla fine mi metto in gioco, mi lascio andare ma ahimè a che duro prezzo, mi sono lasciata talmente andare fino a svuotarmi l’anima, anni e anni senza ricevere nulla in cambio pensando che il mio dare potesse bastare a sopperire la mancanza dell’altra parte, ma che errore, non ce n’è quando una persona ti prende tutto quello che gli serve, se ne va diventi insignificante ai suoi occhi, risultato tu rimani lì frastornata senza capire e ti senti un guscio vuoto.
    Impari a difenderti costruendo mura di cemento armato intorno al cuore, certo ci si rimette sempre in gioco prima o poi ma diventa sempre più difficile…la speranza c’è sempre

    1. Cara Mara, è sempre un piacere leggerti. Penso che gli anni e le esperienze che ci dividono, ci facciano vedere la cosa da prospettive diverse. Come ben sai, tutto quello che scrivo passa sul mio piano personale, e ti posso dire che per le esperienze che ho avuto io, nel bene e nel male, ne è sempre valsa la pena. Sono stata anche male, certo. In alcuni casi è stato davvero faticoso, ma ancora più difficile è stato il momento in cui non ho avuto modo di dire la mia. Comunque, davanti a una buona bottiglia di vino, ci si confronta meglio! 😉

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